IL FUTURO È ADESSO – Che cosa posso fare io?

Alluvioni, uragani, frane, ondate di calore, siccità: eventi climatici estremi con i quali sempre più spesso siamo chiamati a confrontarci da alcuni anni a questa parte. Quasi tutte le regioni italiane sono rimaste colpite, così come molti paesi in tutto il mondo.”    

Questo il testo del retro di copertina di “La sfida di oggi” (2016) di Andrea Merusi.
Continua poi con:

La scienza ha dimostrato la correlazione tra l’aumento della frequenza di questi fenomeni e il cambiamento climatico in atto e ha individuato nelle attività umane la principale causa del cosiddetto “riscaldamento globale”, che scatena gli eventi climatici estremi.

E se lo dice la scienza… allora è verità ufficialmente proclamata, ma:

L’uomo sta modificando il clima della Terra con conseguenze preoccupanti dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Ma la maggior parte delle persone non sembra avere un quadro chiaro di quanto sta accadendo. Eppure ogni giorno perso rende sempre più irreversibili gli effetti sul futuro del nostro pianeta.
Questo libro spiega perché la lotta al cambiamento climatico è la sfida di oggi.
Una sfida che coinvolge tutti.

La domanda che ora nasce spontanea è: “Che cosa posso fare io?”

E subito dopo si fa strada il pensiero: “Io non ho nessun potere”

Mamma mi ripeteva spesso “Licia, non fare le cose con la testa nel sacco”, che tradotto in una citazione più evoluta suonerebbe come “Sii consapevole di quello che stai facendo, sii presente in quello che fai”.
È un invito importante a essere presenti nelle piccole come nelle grandi scelte che ogni giorno si è chiamati a fare.
A volte non è semplice perché l’attenzione è compromessa da svariate e molteplici voci che rendono difficoltosa una scelta consapevole.
Quindi capita che faccio degli acquisti e poi mi critico aspramente: ma cerco di migliorare e di stare attenta.
Ho imparato che è bene evitare di fare la spesa quando si è stanchi: si rischia di arrivare a casa e di non sapere perché è stato acquistato qualcosa che in realtà non serve o, peggio ancora, può essere nocivo all’organismo.

È importante recuperare l’utilizzo dei cinque sensi, soprattutto quello del gusto.
Se facciamo la spesa facendoci guidare dal gusto e non dalla gola sceglieremo alimenti genuini e nutrienti, mangeremo con consapevolezza ascoltando i bisogni del corpo senza sovraccaricarlo di cibo spazzatura o che, comunque, non fa bene.

A pochi passi da casa posso acquistare direttamente da chi coltiva prodotti biologici con dedizione e amore: Vigardoletto Ortaggi Bio.
Credo che mi nutro anche delle vibrazioni che hanno accompagnato il cibo nella sua coltivazione, poiché le scelte fatte non solo rispettano l’ambiente, ma lo proteggono.

Acquistare da chi coltiva e produce rispettando l’ambiente significa esercitare il proprio potere nell’economia. Una scelta che, se condivisa da sempre più persone consapevoli, può iniziare a fare la differenza.
Tuttavia:

Solo con la sinergia tra azioni individuali e politiche pubbliche si può dare una risposta credibile al cambiamento climatico e dunque un futuro alla nostra specie su questo pianeta. Vanno quindi sostenute tutte quelle iniziative il cui obiettivo ultimo deve essere comunque quello di smuovere una volta per tutte chi è deputato a prendere le decisioni collettive.

Dall’articolo di Carlo Petrini del 17 ottobre 2018: Anche la spesa dal contadino combatte il cambiamento climatico – Slow Food – Buono, Pulito e Giusto.

 

Una risposta.

  1. Claudio Barausse ha detto:

    Siamo felici di poter contribuire a migliorare il nostro territorio. Il suolo che stagionalmente accoglie i nostri semi per darci nutrimento. Ed in questo camminare la terra ed accettare (a volte subire) gli eventi climatici sempre più estremi, guardiamo con fiducia al futuro che sempre più persone raggiungano un livello di consapevolezza e coscienza per fare le scelte alimentari più giuste, sane, sostenibili. Grazie ancora, Claudio 🌱

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