IL FUTURO È ADESSO – Difendilo!

“Finchè non vi concetrerete su cosa deve essere fatto anzichè su cosa sia politicamente meglio fare, non c’è alcuna speranza. Non possiamo risolvere una crisi se non la trattiamo come tale. Dobbiamo lasciare i combustibili fossili sottoterra e dobbiamo focalizzarci sull’uguaglianza…
Siete rimasti senza scuse e noi siamo rimasti senza più tempo.”
Greta Tunberg24ma Conferenza delle Parti sul Clima (COP24) nel dicembre 2018.

Molti giovani non credono nella vita politica, sopratutto sono disinteressati alla politica dei partiti, mentre si appellano all’arte di governare, cioè “la teoria e la pratica che hanno per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione dello stato e la direzione della vita pubblica.”
Ci sarà un modo per prendersi cura del bene comune accantonando interessi personali perseguiti senza dignità?
Le politiche giovanili, che molte amministrazioni citano nel programma elettorale, rimangono poi relagate a singoli eventi dedicati ai giovani, che di vita politica hanno ben poco.
Anche le consulte giovanili sovente sono uno spettro di quello che avrebbero dovuto essere in origine.
I giovani oggi hanno scelto le piazze per fare sentire la loro voce e sono rappresentati da portavoce che vengono eletti a rotazione per un maggior coinvolgimento di tutti gli aderenti, come abbiamo già dettagliatamente scritto parlando dei FFF.

Giovani di ogni parte del mondo, sostenuti dall’amore per l’ambiente e il loro paese si sono spinti fino alle sedi istituzionali del potere cercando un dialogo e, soprattutto, qualcuno che accoglieresse le loro richieste.
Fanno sentire la loro voce con coraggio, anche se poi dovranno pagare un prezzo per questa loro presa di posizione.

La voce femminile è quella che si è fatta sentire più spesso sui temi ambientali.
Sono molte le ragazze che sentono il bisogno di uscire in prima linea in paesi governati da una maggioranza maschile.
Ve ne proponiamo alcune, partendo da quelle “storiche”, ma oggi ce ne sono molte altre.

Servern Cullis Suzuki durante il discorso a Rio de Janeiro nel 1992.

Severn Cullis-Suzuki, la bambina che zittì il mondo per 6 minuti.
Nel 1992, all’età di 12 anni, partecipò al Vertice della Terra di Rio de Janeiro.

Sono qui a parlare a nome delle generazioni future. Sono qui a parlare a nome dei bambini che stanno morendo di fame in tutto il pianeta e le cui grida rimangono inascoltate. Sono qui a parlare per conto del numero infinito di animali che stanno morendo nel pianeta perchè non hanno più alcun posto dove andare. 
Sono solo una bambina e non ho tutte le soluzioni, ma voglio che realizziate che non le avete nemmeno voi.
Voi non sapete come riparare i buchi nello strato di ozono.
Non sapete come riportare indietro i salmoni in un fiume inquinato.
Non sapete come far tornare una specie animale estinta. E non potete restituirci le foreste che una volta crescevano là dove ora c’è il deserto.
Se non sapete come sistemare tutto ciò, smettete di distruggerlo.

Estratto del discorso a Rio de Janeiro nel 1992.

Servern Cullis Suzuki oggi.

Severn Cullis-Suzuki crescendo ha tenuto sempre acceso il suo impegno per l’ambiente come conduttrice televisiva, autrice di libri e conferenze.


Autumn Peltier durante il discorso alle Nazione Unite nel 2018.

Autumn Peltier, la guerriera dell’acqua.
Autumn ha iniziato il suo impegno fin da piccola, a otto anni, chiedendo che il governo canadese smettesse di sfruttare l’acqua dolce dei Grandi Laghi, costruendo enormi condutture che hanno costretto più di cento comunità indigene, di cui lei fa parte, a non poter bere la loro acqua per la cattiva manutenzione degli impianti di depurazione, diffondendo così varie malattie tra le comunità indigene della First Nation.

“Molte persone non pensano che l’acqua sia viva o abbia uno spirito.
La mia gente crede che questo sia vero.
Dobbiamo identificare le nostre acque attraverso la personificazione, in modo da poterle proteggere.
La nostra acqua merita di essere trattata come un essere umano con diritti umani”
Estratto dal discorso alle Nazione Unite del 22 marzo 2018.

Autumn Peltier nel 2021.

Artemisia Xakriabà nel 2019.

Artemisia Xakriabà l’attivista indigena della foresta amazzonica.

Settembre 2019 – Mentre il record di incendi nella Foresta amazzonica ha minacciato di spingere sempre più la foresta verso la distruzione, la diciannovenne Artemisia Xakriabà, di una delle tribù che ha vissuto gli effetti maggiori della devastazione, ha parlato al mondo intero della situazione che gli indigeni stavano vivendo.

“Stiamo combattendo per le nostre vite” ha detto Artemisia durante lo sciopero climatico a New York, non distante dalle Nazioni Unite dove il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha definito cambiamento climatico “una cospirazione globalista” dando la colpa degli incendi in Amazzonia agli stessi indigeni.
“Stiamo combattendo per i nostri territori sacri, ma siamo stati perseguitati, minacciati assassinati solo per proteggere i nostri territori. Non possiamo accettare di versare una sola goccia di sangue in più”


Ridhima Pandey nel 2019.

Ridhima Pandey, nel 2017, all’età di nove anni, denunciò il governo indiano per la mancanza di azioni concrete nella lotta contro il cambiamento climatico, presentando una petizione al National Green Tribunal dell’India.
Ma la petizione venne ignorata e lei si rivolge direttamenet alla corte suprema indiana.


Mari Copeny con Barack Obama nel 2016.

Mari Copeny, conosciuta come “Little Miss Flint”, è diventata famosa quando nel 2016, a soli 8 anni, scrisse una lettera al presidente Barack Obama sulla crisi idrica di Flint, nel Michigan.
Dopo aver letto la sua lettera, Obama è volato a Flint, accendendo i riflettori su una crisi di cui pochi fino a quel momento nessuno avevano parlato.

Amariyanna “Mari” Copeny nel 2018.

Quest’incontro ha spinto Mari a portare avanti la sua missione: oggi è diventata una figura importante per la difesa dell’ambiente ma anche per l’emancipazione femminile, partecipando come “giovane ambasciatrice”, durante la Marcia delle donne di Washington.


Vanessa Nakate è stata la prima attivista del Fridays for Future in Uganda.
Ha creato Youth for Future Africa, che in seguito si trasforma nel Rise up Movement.
Uno degli obbiettivi perseguiti è sensibilizzare le nuove generazioni sul cambiamento climatico, a partire dalle scuole primarie e secondarie.
Il suo è uno dei paesi più colpiti al mondo dall’emergenza climatica, dalla siccità che sta alterando gli ecosistemi, mettendo a rischio la vita di milioni di persone. 
“La Terra è la nostra casa e la nostra responsabilità. Il modo in cui ti prendi cura della tua casa è lo stesso in cui dovresti prenderti cura del nostro pianeta.”
Dal discorso del 28 ottobre 2019.


Marlie Thomas, 16 anni di origine aborigena, in occasione del terzo Global Climate Strike del 2019, davanti a centomila persone ha detto:
“A sedici anni non dovrei essere nostalgica, ma i giorni spensierati che ricordo sono già passati, anche se sono ancora giovane. I falò sono vietati perchè la terra è così arida e ad alto rischio di incendi. Anche andare a scuola a piedi è diventato diffcile. Dobbiamo stare attenti a dove camminiamo perchè le crepe nel terreno sono così grandi e imprevedibili.
Sento l’impatto del cambiamento climatico sui diritti umani. Le popolazioni indigene del mondo costituiscono il 5% della popolazione totale e sono tra le più vulnerabili e le più soggette all’impatto di un clima in rapido cambiamento. Eppure nessuno ha sollecitato le nostre opinioni.”

La reazione del governo non si è fatta attendere: nega tutto e nega anche che gli incendi siano dovuti ai cambiamenti climatici.
Il governo, come altri governi, afferma che i giovani non dovrebbero manifestare interrompendo la scuola.
Non stupirà nessuno sapere che il governo è appoggiato dai proprietari delle miniere del carbone e dal colosso della stampa, ovviamente, negazionista. 


Noi di Life in Progress ci siamo chiesti: che cosa pensano dell’ambiente i giovani della provincia di Vicenza?
Come vivono gli echi della clisi climatica che ci stanno raggiungendo da ogni parte?
Sappiamo che i ragazzi del Friday For Future di Vicenza hanno manifestato a Vicenza con striscioni con scritto “Non torneranno i prati, chiaro riferimento alla cementificazione senza fine del territorio veneto (e parafrasando il titolo di un film di Ermanno Olmi).

Venerdì 29 settembre 2019, Fridays For Future, Vicenza

Ci piacerebbe conoscere le loro idee e i loro progetti per affrontare i cambiamenti climatici, in particolare nel nostro territorio vicentino.
Per questo il prossimo concorso del Progetto Giovani Talentosi 4.0 avrà proprio lo scopo di dare voce ai giovani e verificare la sensibilità e l’interesse alle tematiche ambientali, invitandoli a presentare idee e proposte per un futuro sostenibile.

 

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