FIGLI DELLA TERRA

FIGLI DELLA TERRA

Progetto presentato da Gemma Martini (21 anni) di Montecchio Precalcino.

Quando penso allo sviluppo sostenibile mi riferisco ad uno sviluppo che soddisfi sia le nostre esigenze d’oggi che quelle delle generazioni future.
Oggigiorno, però, essere ambientalisti sembra sia diventata una scelta, come se avessimo il diritto di decidere la qualità della vita altrui.
È paradossale come di sensibilità ecologica si parlasse già nel mondo antico, prima ancora che ce ne fosse effettivo bisogno: un passo del “De Coniuratione” di Sallustio dimostra gli atteggiamenti critici nei confronti della ricchezza distruttiva delle classi superiori nella vecchia repubblica, mirante alla ricerca sfrenata del lusso.

Il concetto di lusso emerge come il principale nemico della coscienza ambientale umana, i problemi sorgono proprio dal modo in cui il comfort si abbina alla vita quotidiana.
Quando il potere di modificare la natura per vivere meglio diventa vizio di alcuni avidi individui, la natura cade, vittima dei capricci di un ricco uomo di nobile origini.
Ora, similmente, possiamo ricordare il discorso di Greta Thumberg al Senato italiano nel 2019: ‘’la civiltà viene sacrificata per dare la possibilità ad una piccola cerchia di persone di accumulare un’enorme quantità di prodotti. La sofferenza di molti garantisce il benessere di pochi’’.

Non abbiamo dunque imparato nulla dal passato?
Simone Molteni, in un monologo presentato al Tedx Talk di Legnano, illustrava come sia possibile conciliare profitto economico aziendale e sostenibilità ambientale: lanciò il primo progetto a impatto zero lavorando con migliaia di aziende per calcolare l’emissione di gas effetto serra dei loro prodotti, ridusse poi l’inquinamento attraverso la creazione di nuove foreste capaci di assorbire e ripagare il debito con la natura, mantenendo così un equilibrio sul pianeta.

Una realtà territoriale che ci tengo a nominare di riflesso a questo è Ca’ dell’Agata, un’azienda agricola, con agriturismo, situata ai piedi delle Bregonze.
Dal 1984 in questo luogo si coltiva naturalmente, senza pesticidi e sostanze chimiche; i prodotti vengono venduti e/o utilizzati nell’agriturismo, che offre una cucina vegetariana ed esclusivamente di stagione.
L’azienda si associa al movimento italiano Woofing che unisce volontari sostenitori di realtà agricole biologiche per avviare insieme esperienze formative, dimostrare la praticabilità di un’agricoltura naturale e sviluppare un’economia etica.

L’agriturismo Ca’ dell’Agata a Zugliano (Vi)

Seguono inoltre un sistema di permeacoltura che prevede una scelta meticolosa e attenta nella progettazione degli spazi, per lavorare sulla più possibile autosufficienza, sull’equilibrio del territorio e dell’aspetto estetico.
Lo spazio comprende un frutteto con novanta varietà diverse di frutti selvatici, anche antichi, valorizzando così la biodiversità del territorio.
Un altro loro progetto interessante è l”’Orto della vita”. Questo prevede che vengano messi a disposizione gratuitamente pezzi di terreno, chiedendo ai cittadini volenterosi, la collaborazione volontaria per coltivare piante da seme in modo biologico.
Appoggio con molta convinzione questo genere di attività che danno voce a progetti di cambiamento reali, che mostrano modelli diversi di vita e di lavoro, comportamenti consapevoli.
È necessario che questi percorsi sostenibili vengano illustrati ai bambini fin da piccoli, nelle scuole e nelle famiglie, che le persone conoscano e agiscano.
Come dice Greta Thumberg ”La speranza non è passiva ed è ancora possibile invertire questa tendenza”.
Lo sviluppo sostenibile è dato da 3 fattori fondamentali che devono coesistere, quello economico, sociale e ambientale. L’obiettivo infatti non è quello di limitare l’uomo ma di renderlo capace di vivere secondo le risorse a disposizione; il nostro modo di immaginarci all’interno dello spazio deve cambiare.
Dobbiamo rientrare all’interno dei limiti fisici dell’unico pianeta che abbiamo, non possiamo essere avidi con le generazioni future.
Ognuno di noi deve fare la propria parte, ciascuno si deve mettere in discussione e riconsiderare la propria esistenza, come ospite della cara e paziente terra.

Il mercato “I custodi della Terra” presso l’agriturismo Ca’ dell’Agata.