INTERVENTO DI RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE

INTERVENTO DI RIQUALIFICAZIONE  AMBIENTALE, ECOLOGICA E TERRITORIALE DELLE CONTRADE DELLA PEDEMONTANA VICENTINA

Progetto presentato da Valentina Cortese di Marostica e Marco Frigo.

Area di studio
Contrada di Via Rive, località Valle di Sotto, Comune di Lusiana-Conco (VI)
Emissione: Lusiana Conco, 04-10-2021

1 – INQUADRAMENTO
Nella zona di studio, contestualizzata nelle Prealpi Vicentine al centro di un triangolo dai vertici Lusiana, Calvene e Salcedo, ci sono due problematiche particolarmente diffuse e rilevanti:
• dissesto idrogeologico che spesso causa danni nei centri abitati e disagi per la mobilità stradale;
• espansione di specie infestanti nei luoghi dove fino a qualche decennio fa si coltivava, ora invece in stato di semi-abbandono.

La zona è considerata collinare vista un’altitudine di circa 350 m slm e la peculiare fascia fitoclimatica.
Di seguito il posizionamento geografico:

2 – PROBLEMATICHE NELLO STATO DI FATTO
Via Rive denota un particolare sviluppo di piante infestanti sia vicino alle case che nei campi adiacenti e un rischio elevato di smottamenti e frane che spesso portano al crollo di muretti a secco costruiti dai contadini in passato per le coltivazioni a terrazzamento, disagi alle strade e alle abitazioni.

Per quanto riguarda il problema delle piante infestanti, queste hanno cominciato una forte espansione da quando le contrade di montagna hanno visto un abbandono causato dallo spopolamento. Infatti, gli abitanti sono scesi in pianura dove ci sono ormai da anni maggiori opportunità lavorative, lasciando così i campi incolti e le case chiuse.

Il problema del dissesto idrogeologico invece è molto accentuato a causa della composizione del terreno: secondo il “Piano territoriale di coordinamento provinciale della provincia di Vicenza” la zona in questione è costituita dal continuo alternarsi di rocce sedimentarie con vulcaniti basaltiche sia laviche che vulcano-clastiche.
Le rocce sedimentarie comprendono le Arenarie di Sangonini e le Marne di Chiavon, note per il loro contenuto fossilifero, e formano almeno tre livelli, piuttosto eterogenei, ciascuno dello spessore di 30-50 m.
Questa composizione del terreno soprattutto argillosa fa sì che la pendenza critica alla quale c’è rischio elevato di dissesto idrogeologico passi dal 70% (valore stimato per un terreno drenante e con poche componenti argillose) al 47% (valore stimato per terreni ricchi di argilla).

Valori di pendenza critica tratta dal sito dell’ufficio federale dell’ambiente UFAM svizzero.

Di seguito mappa di analisi delle pendenze del terreno.

In questa mappa, ricavata dal software QGIS attraverso l’elaborazione del DTM (Modello Digitale del Terreno) disponibile sul Geoportale Regione Veneto, in rosso sono segnate le aree che superano il 70% di pendenza mentre in giallo quelle a pendenza compresa tra il 47% e il 70%.
Si può vedere quindi che nella zona interessata dalle case c’è una pendenza sub-critica (giallo), sono invece fortemente critiche (rosso) le zone a nord e sud delle abitazioni, il che comporta un importante rischio idro-geologico per l’intera macro zona di interesse.

Di seguito Mappa delle Fragilità (ricavata dal Piano di Assetto Territoriale, PAT, del comune di Lusiana Conco).

Si evidenzia la presenza di un vincolo urbanistico nell’area di interesse (cerchiata in nero). Dove insistono le attuali costruzioni il terreno è infatti idoneo a fini urbanistici ma con riserva sull’acclività e attorno ad esse si trova invece un’area non idonea a fini costruttivi. Ne consegue l’impossibilità futura di ampliamento urbanistico nella zona di interesse e per questo si dovrà prediligere interventi di ristrutturazione.

Si nota infine come a Ovest della zona in discussione nell’ordine di qualche kilometro sia presente un fronte di frana (punti rossi) molto consistente e ne siano presenti sporadici anche ad Est. Questo lascia presagire un reale rischio per quanto riguarda il dissesto idro-geologico nella suddetta area.

3 – INTERVENTI DI PROGETTO
Si è pensato di intervenire su più fronti e possibilmente cercare di trovare una soluzione che possa interessare sia l’aspetto idro-geologico che quello ecologico.
Di seguito le proposte di intervento:

Terreni sopra le case
Come primo intervento si procede alla bonifica del terreno quindi si estirpano le specie vegetali infestanti avendo cura di rimuovere tramite fresatura anche le radici dal terreno per evitare la possibilità di ricaccio.

In secondo luogo si procede alla piantumazione di alberi da frutto, preferibilmente il Noce (Juglans). Ad avvalorare questa scelta è l’esperienza dei contadini che prima abitavano in quelle zone, visto che il clima, il terreno e la quantità d’acqua sono favorevoli alla coltivazione di tale specie.
Attraverso la piantumazione, da una parte grazie alla copertura fogliare del noce si tolgono spazio vitale e luce alle piante infestanti in gran parte eliofile; dall’altra parte si favorirà la stabilizzazione del terreno grazie all’apparato radicale della pianta che scende in profondità.

Si è poi pensato di procedere alla costruzione di una canaletta di drenaggio sopra la zona case in modo da raccogliere l’acqua piovana e convogliarla in una vasca di raccolta acque meteoriche posta in contrada in modo da attenuare l’effetto delle precipitazioni su un terreno argilloso e non drenante che comporterebbe quindi un elevato pericolo. Nell’immediato si andrà a mitigare l’effetto del dilavamento e dell’erosione e a lungo termine si ridurranno le sovrapressioni interstiziali le quali comportano una spinta al sistema geotecnico del terreno.
Quest’acqua raccolta può inoltre essere utilizzata in caso di siccità per il noceto sopra descritto nella completa filosofia di utilizzo intelligente delle risorse.

Nelle seguenti foto si può vedere la zona posta sopra le case: da notare la presenza di vegetazione infestante molto vicina alle abitazioni, le rare piante rimaste di varietà di mele antiche e la pendenza accentuata.

Ulteriore immagine esplicativa dell’intervento di drenaggio superficiale sul terreno soprastante le case:
• canaletta di drenaggio (linea rossa)
• vasca di raccolta acque meteoriche (quadrato rosso)
• rete di distribuzione idrica alle piantumazioni di progetto (linee blu)

► Terreni sopra strada (ex coltivazioni in terrazzamento con muretti a secco)
Anche in questo caso gli interventi sono la bonifica degli infestanti e la successiva piantumazione.
Per questi terreni posti più lontani dalle case si è pensato di piantare il Carpino (Carpinus) noto in letteratura per il suo forte effetto stabilizzante del terreno dato dal suo profondo apparato radicale. L’area sottratta alle specie infestanti avrà così anche una funzione produttiva dato che il Carpino è particolarmente adatto alla combustione. Come anche la tradizione delle nostre montagne insegna, nei periodi invernali il Carpino è sempre stato usato come legna da ardere dalle generazioni precedenti in quanto ha un ottimo potere calorifico e una bruciatura lenta.

Un aspetto di attuale importanza della piantumazione è la riduzione della CO2: non bisogna dimenticare che grazie alla fotosintesi clorofilliana le piante attraverso l’uso dell’energia derivante dal sole trasformano l’anidride carbonica in zuccheri, utili per la vita della pianta, ed ossigeno che viene rilasciato nell’ambiente, permettendo così una qualità dell’aria più elevata.
Di seguito la reazione chimica: 6CO2 + 6H2O + energia solare → C6H12O6 + 6O2

Affrontando la questione a largo spettro e considerato che la maggior parte degli abitanti delle contrade usano la macchina per spostarsi e raggiungere il posto di lavoro in pianura, le emissioni da essi prodotte vengono così bilanciate dalla presenza dei nuovi alberi di progetto.

Di seguito alcune foto di specie infestanti presenti nei campi sopra strada. Nello sfondo si può intravedere un muretto a secco ormai ricoperto di vegetazione che veniva usato per fare dei terrazzamenti e permettere la coltivazione soprattutto di viti e meli.

Ulteriori foto che evidenziano lo stato di abbandono e la forte pendenza.

► Terreni sotto strada
Per la stabilizzazione di questi terreni servirebbe un intervento molto più complesso.

Per quanto di nostra competenza grazie agli interventi sopra riportati a monte della strada si riesce a limitare in parte la spinta delle terre, potendo così diminuire il rischio di smottamento stradale verso valle.

Di seguito una foto rappresentante alcuni campi sotto strada: si può notare come ancora negli anni 90’ gli abitanti della contrada avevano predisposto una piantagione di Noce. In quest’area si sono infatti osservati minori problematiche relative alla crescita di infestanti e durante le precipitazioni si osserva un’erosione del terreno molto meno marcata rispetto alle zone limitrofe in stato di abbandono, nelle quali si ha maggior trasporto di detriti e fango che vanno a riversarsi in strada e/o in valle e comportando numerosi disagi.

4 – CONCLUSIONI E BIBLIOGRAFIA
Concludendo, questo progetto fornisce un’analisi poco dettagliata ma facilmente comprensibile per affacciarsi alle problematiche affrontate. Inoltre offre delle interpretazioni e propone delle soluzioni sulla futura gestione del territorio.
Si vuole con questo promuovere una maggiore attenzione alla gestione del patrimonio rurale, viste le molteplici funzioni e il ruolo fondamentale che questo ha nel mantenimento della pubblica incolumità e nella lotta al cambiamento climatico.

Via Rive, Lusiana Conco (VI)